sabato 5 dicembre 2009

A volte il mondo ti perde per le strade della vita che ti tocca...

A volte ti perdi volontariamente per sfuggire a quella storia già scritta da qualcun'altro...

A volte fai qualcosa per qualcuno che non merita niente...

A volte qualcuno pagherà senza colpa la rabbia che provi per qualcun'altro...

A volte ti credi tanto forte da non sentire dolore...

A volti crolli al primo vento...

A volte perdi ciò che ami...

A volte lo trovi...

A volte c'è la metti tutta e a volte va bene...

A volte invece la vita è una merda...

A volte ricordi...e a volte dimentichi...

ma tanto la vita è la tua...e passa...

passa quando sei tua decidere che quella pagina hai finito di scriverla....

così a volte ridiventi padrone di te stesso...

e impari ad affrontare tutto quello che ormai è perso!

martedì 1 dicembre 2009

se dovessi inventarmi...

<del mio amore per te
penserei a un saluto
di baci focosi
alla veduta di un orizzonte spaccato
e a un cane
che si lecca le ferite
sotto il tavolo.
Non vedo niente però
nel nostro amore
che sia l'assoluto di un abbraccio gioioso.>>

A.M.


"Ho parole che non riesco a dire.
C'è un silenzio nell'aria come in una bolla di sapone in cui rinchiudersi.
Non c'è volontà di esprimere voti che nessuno capirebbe se aprissi bocca.
Così in questo silenzio io chiudo i miei pensieri e li ascolto,
è musica che mi racconta di ieri, di oggi e forse se saprò ascoltarla, di domani.
Oggi mi racconta di cose che mi rifiuto di vedere, di parole che mi sono stancata di ascoltare,
e di amori, amori finti, non ne voglio sentir parlare.
La mia musica è dentro i miei spazi, intimi e colorati, ma chiusi dietro spessi muri.
Parole, parole inutili... non sappiamo nemmeno di cosa stiamo parlando.
E sperperiamo pensieri ad alta voce senza capire, di cosa ci ricorderemo domani?

Ci inventiamo i sogni, sogni di passioni sconosciute,
orizzonti spaccati a metà, come di anime spezzate che si cercano all'infinito,
mezze mele divise da chissà cosa, anime gemelle,
ferite che siamo abituati a leccarci sotto tavoli su cui abbiamo costruito plastici di sabbia,
questo amore, che non ha maiuscole, che non ha calore,
se non un fatuo fuoco pronto estinguersi alla prima onda alta.

E ricerchiamo sogni veri che non siamo capaci di costruire a mani nude, sporcandoci e facendoci del male,
orizzonti interi che non finiscano sul baratro,
un'anima lontana che non ci appartenga, ma che se ci guardiamo al lato scopriremo essere vicinissima,
mezze mele i cui bordi combacianti non ci convincono,
anime gemelle di madri diverse,
ferite da leccare perchè altrimenti nessuna vita varrebbe la candela,
amori, da quattro soldi, che ci riscaldino il letto e rimangano minuscoli,
che divampino e si esauriscano lentamente.

Vogliamo chimere, aquiloni di sogni,
per illuderci un pò che il mondo sia migliore di quello che vorremmo,
ma non facciamo nulla per renderlo uguale a noi.
Ci accontentiamo di inganni,
di allucinazioni indotte...

...e piangiamo, dietro ai nostri errori, su latte versato troppe volte,
come coccodrilli isterici...e non capiamo che la nostra vita è frutto di libertà
mal utilizzate, di un libero arbitrio usato con ignoranza...

...così museruole alla bocca, e catene alle mani viviamo, viviamo cose
che moriranno quando un giorno, vecchi e inutili, ci sveglieremo saltando per aria."