mercoledì 30 luglio 2008
giochi di ruolo....
Is a gift I didn't think could be real.
To know that you feel the same as I do
Is a three-fold, utopian dream.
You do something to me that I can't explain.
So would I be out of line if I said
I miss you
I see your picture, I smell your skin on the empty pillow next to mine.
You have only been gone ten days, but already I'm wasting away.
I know I'll see you again
Whether far or soon.
But I need you to know that I care
And I miss you
E' strano come a volte la vita, per un divertente gioco di fili rossi, si complichi terribilmente, ponendo sulla tua strada ostacoli e nemici da combattere ...e non bastano scudi di cartoncino, o finte spade ad uccidere i cattivi ...ne pescare nuove carte; La vita è strategia, è un logorante e complicatissimo gioco di ruolo, dove ogni mossa deve essere studiata e ben ponderata...
Ma se questa visione così triste della vita, limitata a un campo da gioco, da un lato mi atterrisce, mi accorgo sempre di più che non potrebbe essere diversamente.
Ogni mossa può mandarti avanti nel gioco, riportarti alla partenza, o ucciderti con evidente squalificazione.
Ed è quando subisci l'ultima opzione che ti accorgi di quanto poco a volte valga la pena giocare, o forse di quanto doloroso sia trovarsi improvvisamente fuori da un gioco che ti riempiva le giornate, che per quanto complicato fosse ti regalava grandi sorrisi e serate spensierate in compagnia degli altri giocatori, che per una fortunata serie di mosse azzeccate sono andati avanti lasciandoti indietro.
E non serve il più delle volte rimpiangere le mosse fatte, o i momenti vissuti...a volte è giusto farsi da parte e rinunciare senza lottare, sperando che qualcuno si accorga della tua assenza e decida di aspettarti.
Tutto questo non avviene quasi mai, ma quando avviene, è la conferma non tutto il mondo è marcio, che non tutti i giochi sono truccati e che forse si può anche tentare una mossa pericolosa.
Ieri qualcosa è cambiato...alcuni dei miei compagni di gioco, dopo avermi lasciata indietro, hanno deciso di aspettarmi e tornare su passi che per leggerezza o per mancanza di volontà avevano compiuto.
E se anche l'orgoglio imponeva da parte mia durezza, non ho potuto che guardarli con occhi innamorati, quando me li sono sentita nuovamente vicina, se anche per un brevissimo istante.
Non c'è nulla di più brutto, nella vita, che accorgersi dell'assenza di qualcuno che fa parte della tua vita, che ti rende le giornate più sopportabili , anche solo con una battuta del cazzo , o un bicchierino di Opal.
Ho sofferto della loro assenza, del loro silenzio...ma ho combattutto i miei mostri da sola, e il loro tornare indietro, è stata la conferma che forse non tutte le mie mosse sono state sbagliate.
Eppure quando qualcosa si rompe, è giusto provare ad incollarle, ma se manca un pezzo...il risultato non è mai soddisfacente. Quindi per quanto io sia felice di aver provato a rincollare i pezzi, mi accorgo che non sarà forse mai più lo stesso.
Forse solo il tempo mi dirà cosa è giusto fare...quindi aspetto.
Mi mancate...terribilmente...
martedì 29 luglio 2008
i miei viaggi...post da pullman

Messa in moto e partenza...c'è musica in fondo.
E sono note dolci ad accompagnare questa cosa, chiamata partenza, che ormai so bene che sapore ha.
E' amara come fiele, e brucia lentamente, e mi consuma ogni volta un pò di più...
La musica cambia, "I miss you" degli incubus...e ricomincia a sanguinare proprio quando credevo di aver disinfettato il tutto, quando pensavo di essere riuscita a curare la ferita.
Alzo il volume, il brusio diventa silenzio; persa nel mio bisogno di te mi perdo, e tutto attorno...scompare.
La gente, la radio su frequenze troppo vecchie per i miei gusti, le chiacchere inutili di gente che parte, che torna, ognuna con un perchè differente...shhhh.
Se guardo a ieri, vedo così tante sfumature colorare le mie giornate, che non è un solo colore a prendere forma.
Ogni giorno, diverso dal precedente, ha un suo odore...e non riesco a definirne alcuno.
Cocco e vaniglia, è una macchina amica.
Incenso al muschio, è una casa temporanea.
Muffa e umidità,è il mio lavoro.
Pulito e tedersivo al limone, mia madre, mia sorella e le sue manie...
Acqua di Parma...mio padre.
Questo odore era la sveglia ogni mattina, era un saluto prima della scuola...era e adesso non è più.
Non è più da tanto, troppo tempo. A volte ho difficoltà a ricodarne i particolari...immischiati al deodorante della macchina.
Perdendomi in questi pensieri stupidi, si stupidi perchè che senso ha ricordarne ora i particolari?, mi imbarco nel solito viaggio fatto di alba e paesaggi che scorrono veloci alla destra del finestrino che ho scelto.
Sempre lo stesso, ultimo posto al centro, lato finestrino, lato montagne che al ritorno è mare... paesaggio diverso per lo stesso fattore comune. Il mio viaggio…
Mi aspettano gli ultimi due giorni di lavoro e poi sarò finalmente libera per un mese intero. Dovrei esserne felice...ma non lo sono del tutto.
Sono successe tante cose negli ultimi mesi, mi sono accorta di come è diventato facile voltare pagina, di come sia diventata una mia prerogativa cambiare e non subire eccessivamente il peso di ogni svolta.
Questo mi spaventa...facile è crollare sotto il peso della paura dell'ignoto, di ciò che ci aspetta; eppure, eppure no, non io... sono preparata a tutto, e se questo è reale vuol dire che ho toccato il fondo.
E se il fondo è duro come lo sento, allora non resisterò a lungo qui al buio, presto o tardi avrò voglia di risalire.
Ma risalire merita una fatica ben più grande che crollare...e sono troppo stanca adesso.
Comincio a sentire l'odore marcio dei cambiamenti, delle stesse giornate colme di imprevisti, e degli avvenimenti continui.
Ho voglia di staticità, bisogno di abitudine, relax per i pensieri saturi di soluzioni.
Ho voglia di fermarmi e amare senza necessariamente dover pensare al poi.
Dedicare anima e corpo alla cura del mio cuore senza complicazioni...terapia d'urto per le ferite.
Ma so che d'amore non si vive, e quindi non voglio saziarmi della cosa più facile.
Sarebbe bello accettare ciò che la vita mi offre, accontentandomi di un amore facile e paziente.
Io non sono fatta per i vuoti a rendere...voglio struggenti passioni, dolci dolori, e sorrisi malinconici.
Voglio lottare, ma voglio scegliere per cosa.
Non mi conosci, non puoi conoscermi...non avere questa pretesa.
Non mi respiri, non senti il rantolo che produco quando vivo...
Vivermi è ben altro, è molto di più.
Se solo volessi già sapresti che odore ho.
Questo è chiaro. Ma tu senti solo le voci dei tuoi pensieri neri...che mi accolgono perchè nel tuo cuore sono la dolce ombra che ti sazia.
Sono la solitudine che ti manca, sono le ferite che si riaprono...e tu non fai che cibartene, come una iena fa con le carogne.
Non voglio un ruolo che non posso mantenere, non sono carne da macello. Non per il tuo.
E se è così difficile per te comprenderlo adesso, lo capirai molto presto.
Amarmi è vedere il sole, amarmi è sorridere soffrendo, amarmi è amarti, non guardarti ed odiarti.
Ogni volta che vado via, parole inutili, sproloqui senza un senso mi giungono alle orecchie, come una colpa…
Accuse di mancato amore, di attenzione, di sentimenti che hanno preso una strada che non dovevano…
Io voglio amare, lo voglio col tutto il cuore…ma voglio farlo priva di coscienza, senza meditare, senza cercare…
Senza scappare.
Il rumore delle macchina, il ticchettio del mio orologio, dell’acqua da qualche parte…gente che parla e frastuono, e io in mezzo alla folla non mi sono mai sentita tanto sola.
Ma è la mia vita, fatta di arrivi e partenze, di giorni bui e di splendide giornate di sole; fatta di verbi al singolare…che un giorno forse coniugherò al plurale.
venerdì 25 luglio 2008
Un giorno importante per un importante naso!
Io non so cosa vedrò un giorno voltandomi sulla strada della mia vita, ma so che le orme che avrò lasciato, si incrocieranno miseramente, con i disegni delle impronte di mille persone che avrò incrociato; ci saranno orme più o meno profonde, ma ognuna col suo peso, avrà un posto importante fra i miei ricordi.
Domani, in un giorno lontano, mi sorprenderò di aver incrociato la tua strada, e di aver lasciato orme della mia vita tra i tuoi passi.Esattamente come tu hai fatto con me.
Mi sorprenderò nel ricordare quante volte la vita mi ha regalato delle sorprese inaspettate, come le persone come te , si trovino su strade impervie piuttosto che liscie ed asfaltate, e ricorderò di certo le emozioni che sei riuscito a darmi, senza parlare, ma solo leggendoti.
Domani è un giorno importante per te, mi ritroverò a emozionarmi per te, esattamente come se mi amozionassi per me... domani uno dei tuoi passi più importanti finalmente lascerà un segno profondo nella tua vita e in quella delle persone che ti amano...e io, che assisto silenziosamente al tuo traguardo, pregherò un dio sottoforma di ali, di regalarti mille altri giorni come questo e mille altri voli lontani.
Ci saranno milioni di persone che porteranno il tuo nome, altrettante che realizzeranno un sogno, ma solo uno, solo uno porta oltre a un destino pieno di sensazioni, un naso così importante.Aahahahahahahah!!!
Se penso a te, non penso a un Fil-osofo, ma a un buffo personaggio dei cartoni animati dotato di un grande cuore dietro le sue tozze zampe arcuate e la culatta pesante...Fil domani ti laurei, non so quanta fatica c'è voluta, ne i sacrifici che hai dovuto affrontare, ti conosco da così poco tempo...ma spero con tutto il cuore di cui sono capace, che questo sia solo l'inizio dell'infinità di cose meravigliose che la vita ha in serbo per te.
Congratulazioni...un bacio
e domani...spacca tutto!
guarire dalla"malattia del possesso"
Guardo ciò che ho davanti, ed è come sentirsi in gabbia, protetti dalle sbarre, ma senza un tetto sotto il quale proteggersi. Sola, nel silenzio di queste mura, a volte mi lascio rapire dalla solitudine che non amo, ma cerco…come se la consapevolezza di tale stato potesse proteggermi da tutto quello che fuori puntualmente mi ferisce.
Eppure a volte la sofferenza ti porta su strade di pensiero che non avresti mai pensato di percorrere…
Provvidenziale è stato un incontro.
E’ incredibile come a volte, una persona mai vista, il cui odore non sai nemmeno di cosa è fatto…riesca in poco meno di un istante a spogliarti di ogni abito apparentemente fisico… Ho scoperto parole che non ero mai riuscita a distinguere, eppure sapevo benissimo che esistevano in un vocabolario che non avevo mai voluto nemmeno prendere in considerazione.
Ho scoperto la parola “dipendenza” e ho scoperto che ne sono ammalata.
Ne siamo ammalati tutti.
E solo ora capisco come mai è così difficile essere felici, perché è così difficile esser soli, perché moriamo ogni giorno un po’ di più quando amiamo.
Dipendenza…non è solo assumere una sostanza e poi desiderarla per star bene. È assumere una vita e sentirne il bisogno, sentire un odore e desiderare di poterlo annusare ogni istante. E’ avere qualcuno e desiderare di possederlo, e stare male quando non possiamo averlo o è lontano dal nostro sguardo.
Ma se amare e se il desiderio di possesso ci porta a soffrire, non è un po’ come ammalarsi?
Una persona sofferente fisicamente, per star meglio prende le sue medicine…noi come un qualsiasi ammalato…quando stiamo male sappiamo cosa cercare per star meglio. E il desiderio di possesso ci annienta, e annienta le cose meravigliose che riusciamo a sfiorare.
Come ogni oggetto che compriamo, ci appartiene…solo ed esclusivamente perché acquistato con quei soldi guadagnati con fatica, pensiamo che le persone possano appartenerci.
Quando diciamo “il mio uomo”, “la mia donna”, “la mia amica”…allora paragoniamo un essere che amiamo a “la mia borsa”, “ la mia collana”, “la mia tazza”…ma quando una tazza si rompe?
Come un qualsiasi oggetto si rompe, anche un legame…ed era il “mio” legame un giorno potrebbe rompersi. Ma mentre un qualsiasi oggetto può essere riacquistato…le persone, gli amori e gli affetti in genere, non ci appartengono , se non per uso di un linguaggio comune ed errato, e non possono essere ricomprati.
Ho scoperto a mie spese, e il susseguirsi incessante di storie finite, di amicizie consumate ne è la prova tangibile...che non ci sono nomi esatti per definire un qualcosa di bello o di importante:"nel momento stesso in cui tentiamo di definire un rapporto, nel momento stesso in cui gli cerchiamo un nome per paura dell'ignoto, vogliamo cambiarlo"...quindi perchè farlo? cosa ci assicura che un nome, ci terrà legati alla cosa che desideriamo definire?
Una famosa tragedia shakespeariana recitava: "cosa c'è in un nome? quella che noi chiamiamo rosa, anche chiamata con un'altra parola avrebbe lo stesso odore soave"... quindi perchè dover necessariamente cercare un sostantivo, un pronome, o un qualsiasi altro espediente per dare un perchè a una cosa che è naturalmente magnifica priva di tutto questo? Cosa può rendere più mio un uomo, o un amore, o una qualsiasi altra cosa che ci apparterrebbe comunque, se mossa da sentimenti veri ed emozioni?
Il desiderio di possesso, ci avvelena.
Desideriamo la libertà, ci battiamo per conquistarcela, e ci arrabbiamo quando gli altri tentano di privarcene...ma non facciamo esattamente la stessa cosa quando parlando con leggerezza ci avvaliamo di stupidi pronomi possessivi usati nei luoghi e nei momenti sbagliati?
Libertà è essere liberi di amare liberamente, è mantenere la nostra indipendenza spirituale, il nostro essere unici insieme, nell'anima altrui...
Mi sveglio oggi da un torpore che per troppo tempo mi ha incatenato a dogmi che non fanno per me...perchè posso amarti e donarti me stessa, e viverti respirando il tuo odore che amo ma che non mi appartiene, il tuo cuore che vivo ma che non mi uccide possedendolo, solo se mantengo la "mia" ( e in questo caso il pronome possessivo mi appartiene!) individualità...
Questo è il mio primo passo verso la guarigione dalla "dipendenza" dal possesso altrui...
E io ti amo, ti ho amato, o ti amerò, qualsiasi cosa tu sia, qualsiasi nome tu abbia, qualsiasi vita tu viva...proprio perchè non mi appartieni...e mi sei vicino al cuore e all'anima ugualmente senza che io abbia necessità di chiamarti o di possederti.
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E' importante porsi domande quando si scopre di avere dentro un qualcosa che va dal maggiore all'infinito ed oltre se è possibile.
Non si tratta di presunzione, ne di volersi in qualche modo mettere in gioco per sentirsi più o meno diversi, il diverso in genere ama sentirsi tale proprio per non cadere nel banale, ma cosa c'è di più banale che il cercare di non esserlo?
La naturalezza, che scade spesso e volentieri nella normalità, è comunque importante. Ci rende autentici e ci rende umani; siamo esseri fatti di carne, ossa e pensieri impuri...siamo nati dalle viscere di una madre che prima di noi è stata a modo suo normale. Non possiamo scampare alle leggi che la genetica ci impone... Ma possiamo guarire dalle regole che ci sono state inconsapevolmente insegnate, renderci speciali ... senza sperare necessariamente di essere indispensabili. >>
mercoledì 23 luglio 2008
lettera per te che non hai un volto...
Qui oggi è il 23 Luglio del 2008, e Catania oggi ha vissuto un'altra magnifica giornata di sole.
Chissà se dove stai tu, nel tempo che vivi tu, le stagioni sono ancora le stesse; se adesso sei già al mare o al contrario sommerso dalla neve; ma scommetto che qualsiasi cosa tu stia facendo, hai un gran sorriso stampato sul viso...e la me del tuo tempo ti sta osservando con sguardo tenero.
A volte mi chiedo: come sono fatta nel tuo tempo?
Mi ostino ancora a tingermi di nero capelli e anima per passare inosservata, o sono diventata la classica bionda finta che scivola per strada lasciva con aria da gran diva?
Chissà se ho ancora il vizio di segnarmi il corpo per ricordarmi del passato, e se cosi fosse, quanti segni avrai avuto modo di scoprire, la mappa della mia vita fra le tue mani...ci pensi?
Chi sei?
Sei l'artista che ho sempre desiderato, irrazionale e impulsivo...un viaggiatore del cuore, e dei miei pensieri...
o sei un pensatore appassionato e concreto...e io? io cosa sono?
A volte credo che fra dieci, venti, trent'anni sarò sempre ferma allo stesso stupido punto.
Oggi è stata una buona giornata, ho risolto gran parte di quei problemi che mi impedivano di vivere con serenità...quante ne ho passate prima di arrivare ad oggi?
Ma sono sicura che sapevi già tutto, e ora te la starai ridendo pensando alle mie bestemmie giovanili;ma chissà magari mi hai sopportato pure allora...
Ora si che vedo la luce.
Tu...si proprio tu...non sai quanto ti ho aspettato.
Ma adesso che, in un tempo che non conosco, sei mio...io penso che posso aspettarti una vita intera, e ne varrà sempre la pena, e sarò tua.
Sai, a volte penso al tuo odore; chissà se profumi di un profumo che non conosco...
Vorrei sentirlo ed esserne avvolta come se potessi già conoscerlo adesso.
Camminare per strada ed esserne travolta e pensare che un giorno chissà dove, l'avrò già sentito sulla mia pelle. E tu...potrai sentire il mio ogni giorno sui tuoi vestiti.
Dove vivi tu, forse c'è un sole meccanico che mi riscalda l'anima, o forse saranno le tue braccia...a darmi conforto, a far passare le notti...
Vorrei poter sapere già adesso che non tutto è perduto...che le ferite guariscono, e i segni restano indelebili a ricordare ieri.
Vorrei scoprire ora il tuo viso sul viso di qualcuno incrociato per caso...e dire che posso aspettare...
Vorrei fermare i miei occhi nei tuoi e le mie mani fra le tue domani, per sentirmi meglio adesso.
Tu, che per me ora non hai nome, sei qualcosa che non posso che amare già adesso...e io attendo di sfiorare la tua anima, per poter dipingere da artista i tuoi occhi...
in futuro vicino o lontano ti appartengo... Anna>>.
venerdì 18 luglio 2008
un esordio ...in musica
Bisognerebbe essere uccelli di fuoco, come le anime volanti che si posano accanto ai nostri sogni e quando ci svegliamo si spengono.
Invece siamo uomini pesanti , attratti da candeline ingannevoli, piccoli fuochi che ci consumano in un benessere pieno di buchi; e noi ci precipitiamo, e li colmiamo di oggetti superflui, di interessi inutili, di stanchi e mediocri rapporti umani, di parole ripetute, di paure che fingiamo di non vedere per non cadere dentro a questi nostri buchi disperati.
Come si va per funghi, noi si va per buchi. Divertente no? Dai sorridimi.
Ti farà male non colmarli subito con un rum o un tiro di coca...aspetta, lo so che il vuoto brucia, ma aspetta.
Pazienta: reggi questo bruciore, è sano.
Innanzi tutto sono tornata per te che leggi. Il viaggio è duplice:partiamo?
Ti condurrò io, fino a un certo punto; ad ogni step successivo troverai due buchi paralleli: il primo si chiama Memoria Storica; se ti calerai li dentro troverai le verità rimosse del tuo paese, le stragi occulte, gli accordi segreti tra il potere istituzionale e il potere mafioso, le morti sospette, i curriculum dei voltagabbana e un pozzo di notizie bianche .
Il secondo è molto privato. si chiama “Ricordi” , ed è il buco dove hai precipitato la tua memoria: gli amori andati a male, le illusioni perdute, un'infanzia difficile, i tuoi piccoli e grandi orrori...
Ti ospito nel mio buco se vuoi...non è comodo come una suite ma c’è abbastanza posto anche per te.
Sii il benvenuto nel fiume collettivo delle emozioni sotterranee, nel flusso ininterrotto che scorre sotto i nostri piedi...non tentare di stare a galla e di nuotare.
Fai come me...precipita.
E una corrente d'amore, di quelle che si sono perdute lungo questa strada, emergerà dal profondo, con due mani a coppa, e ti sosterrà.
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Se avessi dato esclusivamente al mio cuore il compito di raccontarmi, sicuramente vi avrebbe narrato la fiaba di Ermione e della luna che la portò in grembo, sulle note di “due tramonti” e sotto “la pioggia nel pineto”…; ma sono le mie dita, solo le mie dita…che in questo attimo di autorità battono veloci sulla tastiera, per non dar troppo tempo ai pensieri di compiersi con un ordine preciso e decisamente troppo razionale, per il mio mondo.
Sono nata nel settembre di quasi 24 anni fa, in una Palermo perbenista e falsa, in silenzio in un meraviglioso martedì di pioggia.
Per la gioia di tutta la famiglia il fiocco fu rosa, meno che per mio padre, che fino all’ultimo non volle sapere nulla, convintissimo della nascita di un piccolo Mario…delusione…ero bruna , riccioluta, con gli occhi a mandorla…panico…e come se non bastasse femminuccia!
Bè inutile dire, che ho allietato le giornate dell’intera famigliola con un egocentrismo spropositato “guardatemi tutti”…e grandi sorrisi…mia madre sostiene che ero una bambina molto felice. Io devo dire che ricordo ben poco…
I miei ricordi di infanzia cominciano il giorno del mio quarto compleanno…quando la mamma mi affidò a una ragazza bassa, grassa e nera…mia sorella.
Fino ad allora è un vuoto colmato dai racconti sporadici di mio nonno sul dopo guerra,le sue battute da nonno...palermitano, da ritagli di stoffa raccolti con precisione quasi matematica in base a colore tessuto e pesantezza; sono colori, gessetti,matite e tubetti che allietavano ogni compleanno scatenando l’ira di mia madre, che puntualmente mi trovava a disegnare nei posti più impensabili…pareti, armadi, sedie e tavolette del water…
Di me che dirvi? posso parlarvi di ciò che amo, di ciò che mi riempie le giornate...dei miei soli...il resto, lo lascio al caso...
Amo le cose che mi ricordando del tempo che è passato,faccio viaggi lunghi anni luce, non per niente mi occupo di tutte quelle cose che la gente, un pò per soldi, un pò perchè non capisce un cazzo, butta via...CI SONO MILIONI DI STORIE DIETRO OGNI PICCOLO FRAMMENTO, INVENZIONI E VIAGGI DA REALIZZARE NELLA MIA MENTE, AMORI E DOLORI DA CONVERTIRE...PASSIONI E SORRISI DA REGALARE.
MI RICALCO ATTIMI DI TEMPO, SFUGGO ALLO SGUARDO, E MI APPROPRIO ILLECITAMENTE (spesso) DI UN PEZZO DELL'ANIMA DELLE PERSONE CHE ENTRANO A FAR PARTE DELLA MIA VITA. TENTO INVANO DI CATTURARNE GLI SGUARDI, E DI IMPRIMERLI NELLA MIA MEMORIA.
Un tempo dipingevo, adesso un po’ perché il tempo scarseggia, un po’ per mancanza di ispirazione, ho il blocco dell’artista. I canoni, le regole, la falsa moralità…non fanno per me. Mi riservo il diritto di ricominciare quando avrò trovato l’anima che mi farà sorridere.
Detto questo le mani cominciano a prudere per la voglia di raccontare storie che soltanto chi mi conosce da una vita conosce. Storie di sorrisi, di pianti, di abbracci, di baci e di separazioni…storie di sogni infranti, di castelli crollati, di fatiche e di soddisfazioni… sono storie che appartengono a tutti, in un modo o in altro. Ma ciò che riguarda me, va visto dall’interno…perché la mia buccia, è troppo dura ormai per mostrare quel che di bello c’è dietro, ma sei mi aspetti, giusto il tempo che mi basta per scoprire che ne vali la pena…ti mostrerò tutto…prometto!
